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Siamo stati al Fraglia Vela Malcesine a provare in anteprima il nuovo nato di casa Melges.
Si tratta del nuovo Melges 20 disegnato dallo studio Reichel – Plugh già produttore dei fratelli Melges 32 e del più diffuso Melges 24 attuali monotipi d’eccellenza su scala mondiale.
Il Melges 20 è costruito in Cina da McGonaghys lo stesso che ha costruito i tre Alfa Romeo di Neville Crichton e la barca di Coppa America del team cinese e numerosi 18 piedi australiani.
Il livello di queste classi è salito moltissimo in questi anni specialmente nel 24, basta dire che gli ultimi due mondiali sono stati vinti dal Team Luna Rossa con al timone un certo James Spithill e quest’anno dal Team Uka Uka con Federico Michetti attuale Amministratore Delegato di Melges Europe.
Perché siamo stati a provare il nuovo nato di casa Melges?
Innanzi tutto perché risponde alla nostra filosofia di barca innovativa e performante, poi perché ci riguarda direttamente in quanto la prima barca acquistata in Europa è di proprietà del Piazzetta Italia Sailing Team con cui già da due stagioni è attiva una proficua collaborazione.
Durante la prova abbiamo avuto modo di intervistare direttamente Benedetto Giallongo Presidente di Piazzetta Italia con cui abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere sulla barca, ma parliamo prima della prova…
Arriviamo in banchina e alla boa in mezzo ai 24 barca accentua le sue linee pulite, moderne e aggressive: poppa aperta, la prua negativa, il grande pozzetto fanno capire subito quale è la vocazione del mezzo.
Albero in carbonio con doppio ordine di crocette la rendono semplice e allo stesso tempo accattivante.
In cinque minuti la barca è pronta il tutto semplificato dal fiocco avvolgibile, il boma alto coadiuvato dalla presenza dello gnav (vang al contrario ripreso dagli skiff) facilita gli spostamenti e le manovre che sono semplici ed intuitive.
L’ergonomia del pozzetto e la comodità dello stesso fanno la differenza rispetto ad altri monotipi , al centro c’è poi un ampio gavone per stivare comodamente il motore fuoribordo ed altro materiale.
I puntapiedi sono al posto giusto e le draglie rendono la seduta comoda e agevole in tutte le andature ed eliminano il principio no gain no pain. Le manovre sono pulite e a portata di mano.
Smaniamo dalla voglia di provarla e divertirci date le invitanti condizioni meteo…
Appena usciti dal porticciolo del Circolo ci accolgono subito 15/17 nodi di Peler che ci hanno permesso di testare l’imbarcazione al meglio.
A bordo il Campione del Mondo dei Melges 24 Federico Michetti, Benedetto Giallongo e il suo equipaggio Stefano De Rossi e Stefano De Cata.
La barca appare subito molto reattiva, proprio come se si trattasse di una deriva e non di una barca a chiglia. Capiamo subito che va tenuta molto piatta e in questo i 150 kh del bulbo facilitano il nostro compito.
La velocità di bolina con onda leggermente formata si è sempre mantenuta sui 7 nodi e la prua negativa ci ha permesso di non ingavonare mai e mantenere sempre il massimo controllo.
Per fare ciò grande lavoro sulle scotte di randa e fiocco anche a causa dell’imponente superficie velica.
Ogni tanto ci arriva qualche schizzo ma la barca sembra essere relativamente asciutta.
Dopo qualche miglio sotto il costone di Campione del Garda, Giallongo dopo essere passato al timone, inizia a poggiare e si inizia finalmente l’issata, pochi metri senza gennaker e siamo già a 12 nodi…
Quattro popmpate e Michetti tira su il genny, il tempo di mettere le vele a segno ed equipaggio in assetto e stiamo già volando a 16.4 nodi.
Ci accorgiamo della velocità dalla forte accelerazione del gommone dello shore team e dalla scia che lascia dietro di se la barca.
La barca si porta con un dito, Michetti chiama una raffica e in cinque secondi strambiamo e ci troviamo sulle nuove mure con gennaker a segno e di nuovo in planata.
Stupisce la rapidità con cui abbiamo fatto la manovre la reattività della barca anche senza le vele a segno.
Il gioco è lo stesso degli skiff più performanti, si ricerca potenza all’orza per poi scendere come missili e cercare la VMG.
La differenza con gli skiff è data solo dai trapezi e dalla stabilità più accentuata grazie al bulbo.
Ottima la visibilità sotto vento grazie al punto di mura del genny molto alto.
La buona demoltiplica del circuito dello stesso facilita non di poco il lavoro del prodiere e permette un trimming continuo, certo tutto facile con il Campione del Mondo Michetti.
L’uscita ci esalta e vorremmo già portarci via la barca della prova, ma il Piazzetta Italia ST dovrà aspettare ancora un altro mese, è il Presidente Giallongo a dircelo in banchina tra un caffè e una birra: “…il primo Melges 20, il nostro, sarà in consegna ai primi di dicembre. Abbiamo creduto già un anno fa al progetto vedendo solo il disegno della barca e grazie al supporto dei nostri sponosor Value Team – Kiton e Tau abbiamo preparato la campagna 2009 in attesa di questo giorno.
Ansie riposte nel cassetto e già in poche ore abbiamo capito che sarà un anno di divertimento e soddisfazioni in chi è coinvolto nel progetto, vestiamo il ruolo di pionieri in questa nuova classe nello sviluppo del mezzo per renderlo vincente per l’inizio della stagione”.
A chi obietta che l’attività della classe Meges 20 ancora non è partita giallongo risponde: “il successo della formula 24 e 32 garantirà anche il successo del piccolo 20 e sicuramente una veloce creazione della classe, nel frattempo non staremo con le mani in mano, oltre ai test e allenamenti sulla barca in attesa dei regolamenti e dell’ufficialità del circuito parteciperemo ad altre competizioni come il campionato mini altura. La voglia di attaccarla al gancio è tanta ma le barche che sono qui in prova saranno trasferite ad Hyres in Francia per un’altra settimana di prove alla quale non potremo mancare, poi dovremo comunque tornare, infatti il Team Piazzetta Italia continua ad organizzare il circuito invernale ed estivo del centro sud Italia dei Laser 4000 con cui è impegnato anche con una sua imbarcazione.
Dopo aver letto le prove di Sailing Anarchy e Adesso Vela anche noi siamo convinti che il Melges 20 ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo monotipo di riferimento dei prossimi 20 anni.
Redazione PassioneVela.net
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